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Tarquinia candidata Capitale Italiana della Cultura 2028, nel dossier anche un mio progetto

Orgoglioso di essere l’ideatore del progetto “Il Sacro che unisce: dai riti antichi all’Etruria contemporanea”, parte integrante del dossier “La cultura è volo” per la candidatura di Tarquinia “Capitale Italiana della Cultura 2028”, con la rete dei comuni DMO Etruskey, presentato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Il coordinamento del dossier è di Lorenza Fruci con Sabina ANgelucci, Luca Gufi e Federica Scala.
Una candidatura solida, nata da un percorso avviato da tempo sotto la guida della DMO Etruskey ETS, presieduta da Letizia Casuccio.
Tarquinia, cuore dell’Etruria, insieme ai grandi centri etruschi, custodisce ancora oggi il segno di un rapporto sacro con il mondo: paesaggi, necropoli e natura raccontano l’eredità di una civiltà che ha plasmato la storia della penisola.
Da questa consapevolezza nasce il mio progetto, pensato per riportare alla luce la dimensione spirituale etrusca attraverso ricerche, percorsi tematici, laboratori di archeologia, workshop e approfondimenti dedicati al loro sguardo cosmico e comunitario.
La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 mira a valorizzare il territorio dell’Etruria Meridionale attraverso l’unione strategica tra la città capofila e altri 11 comuni del Lazio: Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa.
Un progetto ambizioso, prova che, quando la cultura unisce, il territorio si solleva. E davvero, la cultura diventa volo.