Sono stato chiamato a far parte del Comitato Scientifico dell’Appia Antica
Tarquinia candidata Capitale Italiana della Cultura 2028, nel dossier anche un mio progetto

ArcheoItaliae alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum

 

A Paestum, nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Archaeological Tourism Exchange si è svolto l’incontro di presentazione di Archeoitaliae, dal titolo “Tutela e Valorizzazione del territorio attraverso l’archeologia:  visioni e pratiche”. 

Un appuntamento importante, che ha riunito studiosi, direttori, esperti e operatori della cultura per riflettere insieme sul ruolo dell’archeologia come strumento vivo di conoscenza, di cittadinanza e di sviluppo dei territori.
Dopo il saluto di Ugo Picarelli, Fondatore e Direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, Angelo Argento, Presidente di CulturaItaliae, ha presentato la visione dell’associazione, che ha numerose reti dedicate a vari aspetti , tra cui appunto ArcheoItaliae, sottolineando come la cultura possa e debba essere una leva per la crescita dell’Italia.
A introdurre e coordinare i lavori è stato Stefano Monti, Presidente di ArcheoItaliae e Partner di Monti&Taft, che ha guidato un dialogo serrato tra esperienze diverse, ma accomunate da un’unica idea di fondo: tutela e valorizzazione possono e devono andare insieme ed è necessario lavorare a una riforma del Codice dei Beni Culturali che restituisca all’archeologia un ruolo centrale.
Molto significativo l’intervento di Alessio De Cristofaro, Direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica e la Promozione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, che ha evidenziato come sia possibile sviluppare buone pratiche per una gestione corretta dei beni archeologici.
A seguire, Luigi Malnati e Luigi Fozzati hanno esplorato il tema delle “archeologie invisibili”, dal sottosuolo ai depositi, fino alle acque, aprendo riflessioni su ciò che dell’archeologia non si vede, ma che costituisce l’ossatura profonda della ricerca e della tutela.
Antonio Scuderi, fondatore e CEO di Capitale Cultura Group e Artglass, si è concentrato sul nuovo significato e potenziale dell’Archeologia Virtuale, alla luce delle sfide tecnologiche in campo, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale e la Realtà Estesa e Immersiva.
Eleonora Sandrelli (Responsabile Servizi Museali MAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona) ha indagato il rapporto tra patrimonio archeologico e cittadinanza dalle scuole alla silver age.
Alberto Samonà ha sottolineato come sia necessario far dialogare addetti ai lavori, istituzioni e comunità per sviluppare azioni culturali e sociali che determinino un nuovo patto civico in grado di essere strumento per la crescita culturale della Nazione. Spiegando come l’archeologia sia uno strumento di straordinaria attualità e non qualcosa che riguardi il passato come erroneamente a volte si ritiene.
Il dialogo si è ampliato ulteriormente, grazie agli interventi di Domenico Benoci, che ha ricordato il legame profondo tra patrimonio e cittadinanza attiva.
Gloria Olcese, docente dell’Università di Milano, ha portato una riflessione su come il confronto con il passato possa aiutarci a comprendere le dinamiche della nostra società, mentre Paolo Giulierini, già Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha presentato esempi di ricostruzioni digitali e di valorizzazione del patrimonio policromo.
Un incontro intenso, animato da visioni, idee e pratiche concrete, che ha confermato come sia stato importante aver avviato questo laboratorio di idee da mettere al servizio di tutti.